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Spalletti come Gasperini? Nell'incontro con Elkann a rischiare potrebbe essere Comolli

Alla Juventus potrebbe riproporsi, anche se con altre dinamiche, la situazione che a Roma ha portato all'addio di Claudio Ranieri. Il rapporto tra Spalletti e Comolli è infatti in questo momento piuttosto freddo, e le dichiarazioni del tecnico toscano sul mancato acquisto di una punta di peso e sulla volontà di parlare direttamente con Elkann (scavalcando quindi il dirigente) sono lì a dimostrarlo. 

Garanzie

Forte della fiducia del proprietario che ha deciso di rinnovargli il contratto ancora prima della scadenza e del raggiungimento degli obiettivi, il tecnico - consapevole che quegli obiettivi sono invece ormai praticamente sfumati - chiederà chiarezza sul progetto, che riguarderà direttamente o indirettamente anche il ruolo di Comolli, che probabilmente - sempre se resterà - verrà ridimensionato.

Soprattutto chiederà conferme sulla volonta di investire, nonostante il buco causato dagli eventuali mancati proventi della Champions, e quindi quale direzione sportiva e finanziaria il club ha intenzione di prendere con una perdita di introiti che si aggirerebbe intorno ai 70-80 milioni di euro. Spalletti infatti vuole puntare a vincere, e non ha intenzione - vista anche l'età - di affrontare ricostruzioni o progetti a lunga scadenza.

Tognozzi: innesto o sostituzione?

Tornando a Comolli e all'apparato dirigenziale, Spalletti vorrebbe un responsabile di mercato di cui si fida, e nello specifico Matteo Tognozzi, che a Torino sarebbe un cavallo di ritorno. Fu lui infatti a portare alla Juventus future stelle come Kenan Yildiz o Dejan Hujsen. E l'allenatore bianconero apprezza la sua capacità di individuare talenti, che in questo momento alla Juventus serve come il pane. 

John Elkann, ancor prima dell'incontro con Spalletti, sembra aver comunque già avviato una riflessione sull'operato del francese ma anche del direttore tecnico da lui voluto, quel François Modesto che non sembra aver fatto breccia nei cuori della Continassa. Ecco perché la chiacchierata col tecnico, se questo si puntasse come successo  a Gasperini con Ranieri, potrebbe dare una spallata definitiva alla nouvelle vague francese.

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