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Milan, Allegri avvisa: "63 punti non bastano per la Champions. Leão? I fischi gli sono serviti"

Il Milan si prepara a tornare in campo contro il Verona in una fase della stagione in cui ogni dettaglio pesa più del solito. Domani alle 15 i rossoneri saranno chiamati a una partita che vale molto più dei tre punti, dentro una corsa europea che non concede più margini di errore.

Massimiliano Allegri si presenta in conferenza stampa con il consueto equilibrio, consapevole del momento e della necessità di tenere il gruppo concentrato su ciò che accade nell’immediato. Il rischio principale, secondo il tecnico, è sottovalutare un avversario che ha caratteristiche ben precise: "È una partita importante perché bisogna ritornare alla vittoria, contro una squadra viva, di contropiedisti, che va in velocità. All'interno della stagione i momenti difficili capitano, vanno affrontati con serenità. Bisogna ritrovare l'ordine, perché con l'Udinese siamo stati disordinati e subito contropiedi fatali. Domani va evitato. È una partita importante per raggiungere l'obiettivo".

"Le energie vanno concentrate adesso sull'obiettivo finale, da parte di chiunque lavora a Milanello. Tutti lavoriamo per il club che è sopra tutti. All'interno del mondo Milan sono passati tutti, ma l'unica cosa che rimane è il club. Io sono sempre stato legato ai ragazzi, vanno sostenuti e loro devono sostenere me e lo hanno fatto. Io credo che la società quest'estate ha lavorato molto bene, abbiamo una rosa di ottimi giocatori e qualcuno straordinario. È una buona base, per rinforzarla bisogna arrivare in Champions. Quindi gli step sono arrivare in Champions e poi programmare il futuro".

"Como almeno a cinque punti di distanza? Il Milan deve vincere intanto. Il Como non ha vinto, ma ci sono Juve e Roma. 63 punti non bastano per entrare in Champions, è matematica, quindi domani affrontiamo il Verona e poi penseremo alle successive gare, una per volta".

"Leão? Avrà sicuramente una bella reazione..."

Il tema si sposta poi sui singoli, in particolare su Leão e sul suo momento di forma, in una stagione fatta anche di alti e bassi. Allegri legge la situazione e i fischi di San Siro nell'ultima sfida come un passaggio di crescita: "Leão ha capito, gli sono serviti sicuramente un po' di fischi. Perché non sempre le cose vanno bene e questo può essere un momento di crescita per lui. Avrà sicuramente una bella reazione, ha avuto una buona settimana di allenamento così come gli altri. Gli attaccanti torneranno a segnare, ma per far questo serve che tutta la squadra l'affronti come ha fatto tante volte in stagione, avendo un ordine all'interno della partita. Eravamo troppo disordinati con l'Udinese e questo non deve più succedere".

"La società ci è sempre stata vicina, Furlani ieri ha visto l'allenamento e pranzato con noi. Sono periodi importanti perché ci avviciniamo all'obiettivo: vorresti raggiungerlo in un colpo solo, ma neanche vincendo domani lo saremo. I ragazzi in questo momento hanno bisogno solo di serenità, perché se si arriva a fare 24 partite senza perdere vuol dire che ci sono qualità tecniche e morali. Abbiamo recuperato tutti e l'obiettivo finale di questa stagione deve essere totale".

"Il mio futuro? La mia storia di allenatore dice che faccio lunghi cicli, adesso il primo step è l'obiettivo Champions, poi si programmerà il futuro. Io sono legato al Milan, anche se le cose nel calcio cambiano velocemente. Ma già dalla costruzione della rosa di quest'anno si pensava già alla prossima stagione, perché altrimenti rimani indietro. Non si guarda a 3 mesi, ma a 2 anni".

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