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Milan, l'ora della verità: faccia a faccia in sede, Cardinale pronto a fare piazza pulita

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Un disastro epocale. Un fallimento quasi imbarazzante se rapportato alle ambizioni e al percorso costruito dal Milan nel corso della stagione.

I rossoneri cadono 2-1 a San Siro contro un Cagliari già salvo e vedono sfumare, all’ultima giornata, la qualificazione alla prossima Champions League - l’obiettivo dichiarato fin dai primi giorni del nuovo corso targato Allegri. Un traguardo inseguito per mesi, con il Diavolo stabilmente nelle zone nobili della classifica, prima del crollo definitivo nel momento che contava di più.

Clima pesantissimo

In realtà, il clima attorno al mondo rossonero era già pesantissimo da settimane. La contestazione andata in scena contro l’Atalanta aveva colpito in pieno Giorgio Furlani, amministratore delegato del club, e l’intera dirigenza, accusata da gran parte della tifoseria di una gestione insufficiente e di un rapporto freddo, distante, quasi anonimo rispetto alla passione che da sempre accompagna i colori rossoneri.

La sconfitta contro il Cagliari, arrivata dopo novanta minuti di sostegno incessante della Curva Sud, ha trasformato quella tensione in una vera esplosione. Fischi assordanti, cori pesanti contro la società e momenti di grande nervosismo in tribuna d’onore, dove diversi tifosi hanno tentato di avvicinarsi ai dirigenti rossoneri tra insulti e rabbia incontrollata. Una situazione talmente tesa da costringere alcuni membri della società (Zlatan Ibrahimovic su tutti) a lasciare lo stadio sotto scorta subito dopo il triplice fischio.

Ed è stato proprio il triplice fischio a lasciare l’immagine più pesante della serata: il vuoto. Nessun dirigente davanti alle telecamere, nessuna presa di responsabilità pubblica. Solo un Massimiliano Allegri visibilmente provato, chiamato a commentare una disfatta che coinvolge ogni livello del club, dal campo alla società.

Prevista una rivoluzione totale

Per questo la giornata di oggi, nella sede di via Aldo Rossi, viene vissuta come decisiva. Le prime figure ad arrivare in mattinata sono state proprio quelle maggiormente al centro delle critiche: Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada. Presenze che alimentano inevitabilmente le voci su possibili dimissioni o su un confronto immediato con Gerry Cardinale e i vertici societari in un summit che appare inevitabile e urgente.

L’aria, intanto, resta pesantissima. Da Milano filtrano indiscrezioni sempre più insistenti su una rivoluzione totale, destinata a coinvolgere l’intera area dirigenziale e tecnica: da Furlani a Moncada, passando per Igli Tare, fino allo stesso Massimiliano Allegri, oggi più che mai in bilico dopo un finale di stagione ben al di sotto delle aspettative. Per il Milan questa non è soltanto una giornata di riflessioni: potrebbe essere il primo giorno di un nuovo terremoto rossonero.

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