Di conseguenza, se nessuna delle 48 squadre qualificate per la Coppa del Mondo deciderà di assumere un allenatore brasiliano nei mesi che precedono il torneo in terra nordamericana, si arriverà a una rottura importante per la scuola degli allenatori della nazionale con più titoli iridati.
La stessa Nazionale brasiliana, infatti, si presenterà ai Mondiali di calcio del 2026 con uno straniero al timone. Carlo Ancelotti sarà solo il secondo allenatore non brasiliano a guidare la Canarinha in una competizione ufficiale e il primo dall'uruguaiano Ramón Platero nel Campionato sudamericano del 1925.
Lo scenario attuale contrasta con un passato di forte esportazione di talenti. Nomi come Carlos Alberto Parreira, che ha allenato Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Sudafrica in quattro diverse edizioni, sono il simbolo di questa scuola.
L'elenco dei brasiliani responsabili di squadre straniere comprende anche Paulo César Carpegiani, responsabile del Paraguay nel 1998, Luiz Felipe Scolari, tecnico del Portogallo nel 2006, e altri esempi come Joel Santana, che ha diretto il Sudafrica nel 2010.
Sylvinho sperava di mantenere questa storica striscia di allenatori brasiliani all'evento iridato. Ma nella serata di ieri l'Albania è stata battuta 2-1 dalla Polonia negli spareggi europei e ha dunque dovuto rinunciare alla possibilità di raggiungere la finale.