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Dopo un ottimo primo tempo, l'Inter vince all'Olimpico grazie a Lautaro, Sucic e Mkhitaryan

Da fresca campione d'Italia l'Inter è scesa in campo in un soleggiato Olimpico per affrontare una Lazio senza praticamente obiettivi se non quello di tenersi allenata per la finale di Coppa Italia in programma mercoledì. In una sorta di prova generale di un match che metterà in gioco un titolo, Chivu ha riproposto in attacco la coppia composta da Lautaro Martinez e Marcus Thuram, mentre Sarri ha ritrovato Rovella in cabina di regia e ha puntato su Pedro dal primo minuto.

La voglia dei nerazzurri era però devastante, e dopo cinque minuti appena il capitano argentino sbloccava la gara con una girata di destro da pochi metri in seguito a una spizzata di Thuram. Non contento, il francese arrembava poco dopo dalla destra colpendo l'esterno della rete, mentre il suo compatriota Diouf si dilettava in una serie di scorribande sullo stesso fianco. 

Inter in scioltezza

La pressione dei lombardi non scemava, e soltanto un paio di folate isolate per vie centrali, con Pedro protagonista, scuotevano un minimo i capitolini. La punizione di Noslin dal limite dell'area era centrale e facile preda di Martinez, mentre sempre su calcio piazzato Barella sfiorava la traversa. E dopo aver certificato un dominio netto in ogni parte del campo, con Thuram che veniva murato da Gila da pochi passi, gli ospiti acceleravano per chiudere i giochi.

Era Sucic a farlo dal limite, e in modo delizioso. In seguito a una combinazione tra Lautaro e Diouf, il croato piazzava il pallone quasi nell'angolo alto alla destra di Motta con un giro e una velocità perfette. Il dominio totale da parte della squadra di Chivu, che chiudeva la prima frazione con oltre il 58% di possesso palla.

Reazione d'orgoglio

La ripresa vedeva Chivu e Sarri gestire entrambi le forze in vista della finale di Coppa. E dopo un inizio importante da parte degli ospiti, con Bisseck che veniva chiuso bene da Motta dopo un inserimento, tutto cambiava con l'espulsione di Romagnoli all'ora di gioco. Il centrale veniva allontanato dal campo dopo un intervento durissimo su Bonny, lasciando così i suoi in inferiorità numerica. Ma, contro ogni pronostico, veniva fuori l'orgoglio laziale, con il neo entrato Isaksen che andava vicino al gol due volte in pochi minuti.

Il danese veniva prima murato da Carlos Augusto con la porta sguarnita, e poi provocava l'ottima reazione del portiere avversario Martinez. Arrembante e vogliosa, la Lazio si avvicinava al gol con Noslin, che ben imbeccato da Dia veniva però schermato da Luis Henrique, intervenuto benissimo in diagonale. Ma l'Inter poi rialzava la testa, e dopo una rapida riaggressione riprendeva palla in area avversaria, dove Bonny ispirava l'inserimento di Mkhitaryan, che di sinistro colpiva sotto la traversa.

Messo ormai il risultato in cassaforte, l'allenatore nerazzurro inseriva il giovane attaccante Mattia Mosconi, classe 2007, al posto di Sucic. Gli ultimi minuti vedevano gli ospiti continuare a correre mostrando un'ottima tenuta atletica. Un sussulto veniva da un tiro velleitario di Dia bloccato da Martinez, mentre Mosconi cercava il gol all'esordio colpendo bene di sinistro ma senza trovare la porta. Un match senza verdetti da assegnare certificava la forza di un'Inter che vanta 85 punti e altrettante reti segnate. Un attestato di solidità che proverà a certificare in finale di Coppa mercoledì.

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