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Inchiesta arbitri, in Procura continua le indagini: nuova giornata di audizioni sul caso Rocchi

Andrea Butti, responsabile dell'ufficio Competizioni della Lega Serie A, è arrivato in Procura a Milano per essere ascoltato come testimone nell'inchiesta del pm Maurizio Ascione sul sistema arbitrale, che vede cinque indagati, al momento, per concorso in frode sportiva, tra cui l'ormai ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi.

Butti non è indagato e viene sentito come persona informata sui fatti. Oltre a lui, che in passato è stato anche manager dell'Inter, tra le persone che gli inquirenti nell'inchiesta della Gdf dovranno sentire in questa prima tornata di nuove audizioni ci sarebbe anche Lorenzo Dallari, direttore editoriale della Lega Serie A, oltre a qualche altra figura sempre della stessa Lega.

Prima Butti, poi Schenone

Più avanti, invece, dovrebbe essere ascoltato, sempre come teste perché anche lui non indagato, Giorgio Schenone, Club Referee Manager dell'Inter.

Audizione che si potrebbe concentrare su un'intercettazione dell'aprile del 2025 tra Rocchi e il supervisore Var, anche lui autosospeso e indagato, Andrea Gervasoni, in cui il primo avrebbe fatto riferimento a tale "Giorgio" in merito a pressioni su presunte designazioni pilotate, secondo il pm Ascione, di arbitri "graditi" o "poco graditi" al club nerazzurro. 

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Le indagini, iniziate nell'autunno del 2024, però, non sono riuscite - anche dopo lo stop alle intercettazioni da parte del gip la scorsa estate - ad identificare ancora i presunti concorrenti di Rocchi nella frode sportiva delle due sospette designazioni.

Non è stato sequestrato il telefono di Rocchi, perché non c'è stata attività di perquisizione, ma c'è stato, poi, un invito a comparire a cavallo dello scorso 25 aprile e l'ormai ex designatore si è avvalso, come poteva fare, della facoltà di non rispondere. Butti, come responsabile delle Competizioni per la Lega, è figura in costante contatto con quella del designatore arbitrale. 

Le nuove audizioni in Procura si stanno concentrando, dunque, su dirigenti e responsabili della Lega Serie A e sui club referee manager, ossia quelle figure, spesso ex arbitri, ingaggiate dai club per tenere relazioni con il settore arbitrale. 

Prima di Butti era stato ascoltato come testimone anche Riccardo Pinzani, ex arbitro e club referee manager della Lazio da questa stagione e fino allo scorso anno coordinatore dei rapporti con le società di calcio per l'Aia, l'associazione italiana arbitri. Pinzani, sentito nell'ufficio del pm Ascione come persona informata sui fatti, fino al 2025 è stato coordinatore nazionale della Commissione Aia per la formazione degli addetti agli arbitri.

L'inchiesta

Ricordiamo che nell'inchiesta che, come dicevamo, vede cinque indagati, al momento, tra cui l'ex designatore Rocchi, sono finite nel mirino le cosiddette "bussate" alla sala Var per modificare o confermare decisioni prese nella scorsa stagione, in particolare, dagli arbitri sul campo, ma anche alcune sospette designazioni "pilotate", anche queste con imputazioni di concorso in frode sportiva.

Si tratta, in particolare, delle due scelte dell'ormai ex designatore Rocchi, attraverso una sospetta "combine" a San Siro il 2 aprile 2025, che hanno riguardato Andrea Colombo, "arbitro gradito" all'Inter, per una trasferta a Bologna del 20 aprile di quell'anno, e Daniele Doveri, che sarebbe stato messo ad arbitrare la semifinale di Coppa Italia dello scorso anno per evitare di piazzarlo, secondo gli inquirenti, nell'eventuale finale e nelle ultime partite del campionato del club nerazzurro, a cui era "poco gradito".

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