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Inter, rimonta da Scudetto: 4-3 pirotecnico al Como, decisive le doppiette di Thuram e Dumfries

Il sogno Champions da una parte, quello di ricucirsi lo Scudetto sul petto dall’altra. A distanza di un mese e mezzo dall’ultimo incrocio, Como e Inter tornano a sfidarsi in una gara che profuma di resa dei conti. Dopo lo 0-0 nella semifinale d'andata di Coppa Italia, le due squadre si ritrovano al Sinigaglia per giocarsi un vero e proprio all-in in campionato.

Il contesto è di quelli che pesano: il passo falso di Milan e Napoli aveva aperto uno spiraglio enorme per la squadra di Cristian Chivu, pronta a tentare la fuga decisiva proprio sulle rive del lago. Dall’altra parte, però, il Como non poteva permettersi esitazioni: la vittoria della Juventus contro l’Atalanta aveva momentaneamente sfilato ai lariani il quarto posto, rendendo la risposta sul campo un obbligo più che una scelta.

Tornado comasco

L’avvio è teso, quasi trattenuto, ma bastano pochi minuti perché il Como inizi a far emergere la propria identità: pressione alta, linee aggressive, recuperi immediati e verticalizzazioni continue. La mano di Fàbregas è evidente, così come l’intesa tra Nico Paz e Douvikas, che però nei primi 25 minuti non riescono a trovare il dettaglio che fa la differenza.

Il primo brivido arriva al 26’: Baturina libera un sinistro potente che sorvola la traversa di Sommer. È un avvertimento, perché dall’altra parte l’Inter appare contratta, quasi sorpresa dall’intensità avversaria. I nerazzurri faticano a respirare, figuriamoci a costruire.

E infatti il pericolo diventa concreto al 31’. Diao pennella un cross tagliente, Douvikas si avventa sul pallone e costringe Dumfries a un intervento disperato. Sul prosieguo dell’azione serve un secondo salvataggio dell'olandese per evitare il che il tiro a colpo sicuro di Alex Valle finisca in rete. Le statistiche, comunque, fotografano la realtà: al 34’, il 42,5% delle azioni si sviluppa nella trequarti interista. Il Como è padrone del campo, senza discussioni.

Il dominio lariano trova finalmente forma al 36’. L’azione è da manuale: scambio rapido sulla sinistra, velo illuminante di Diao, inserimento perfetto di Nico Paz. Il sinistro dell’argentino viene respinto da Sommer, ma Alex Valle è lì, pronto a ribadire in rete. È l’1-0, ma soprattutto il primo gol in carriera dello spagnolo. Il Sinigaglia esplode, e non potrebbe essere altrimenti.

L’Inter invece vacilla, perde certezze, si sfalda sotto i colpi di un Como brillante e feroce. E proprio quando il primo tempo sembra avviarsi alla conclusione, arriva il capolavoro che manda in delirio lo stadio. Butez blocca un cross, alza lo sguardo e vede Nico Paz scattare alle spalle della difesa. Il lancio è una carezza millimetrica, l’argentino controlla e fulmina Sommer con un sinistro chirurgico. 2-0. È il momento in cui il Como sembra toccare il cielo.

Sembra infatti il colpo del ko, il punto di non ritorno. Ma il calcio, specialmente in questo tipo di partite, non concede certezze. Passano pochi secondi e l’Inter trova subito ossigeno: Barella disegna un cross perfetto, Thuram anticipa tutti e insacca il 2-1. Una zampata che rimette in discussione la partita e manda le squadre negli spogliatoi con un equilibrio emotivo completamente diverso.

Remuntada tricolore

Il secondo tempo si apre con una girandola di cambi: Chivu toglie Bastoni e inserisce Carlos Augusto, mentre Fàbregas risponde con Ramon al posto di Diego Carlos e Da Cunha per Sergi Roberto. È il segnale che la partita sta cambiando pelle, che qualcosa sta per rompersi o ricomporsi. E infatti, nel giro di pochi minuti, il copione si ribalta.

A riscriverlo è ancora Thuram. Dopo aver riaperto il match nel finale di primo tempo, il francese inaugura la ripresa con una giocata d’istinto puro. Kempf sbaglia il tempo dell’intervento, Butez prova a rimediare uscendo molto lontano dalla porta, ma Thuram è più rapido e lo scavalca con un pallonetto morbido. È il 2-2, ed è la fotografia perfetta di una partita che si è capovolta in un lampo.

L’inerzia ormai è nerazzurra, e il ribaltone definitivo arriva al 59’. Çalhanoğlu disegna una punizione sul secondo palo, Dumfries prende il tempo a tutti e schiaccia di testa alle spalle di Butez. L’Inter completa la rimonta, ribalta il Como e si riprende una partita che sembrava scivolata via. Il Sinigaglia, che nel primo tempo era un vulcano lariano, ora cambia voce: il vento soffia da un’altra parte.

E al 72’, infatti, è ancora la formazione ospite a colpire con precisione chirurgica. Akanji si alza in cielo e confeziona una sponda perfetta, un invito che Dumfries trasforma in sentenza: l’olandese si coordina in un lampo e scarica un sinistro violento, secco, imparabile. È la rete del 4-2, la sua doppietta personale, ma soprattutto il colpo che manda definitivamente in archivio la partita. Un’esecuzione che spegne le speranze del Como e accende quelle dell’Inter, ormai padrona del ritmo e dell’inerzia.

Eppure il finale non perde intensità. I lariani, feriti ma non domi, si aggrappano all’orgoglio e trovano il 4-3 con Da Cunha, glaciale dal dischetto dopo un fallo di Bonny in area. È un lampo che riaccende per un istante il Sinigaglia, subito seguito da un’altra fiammata: Ramon, con un destro carico di disperazione, colpisce una traversa che trema ancora adesso.

Il Como spinge, insiste, prova a riaprire un match che sembrava ormai perduto. Ma la montagna è troppo ripida, il cronometro troppo crudele. L’Inter resiste, gestisce, soffia via gli ultimi assalti e si porta a casa una vittoria che pesa come un macigno sulla corsa Scudetto.

Per Chivu e i suoi è il colpo che può valere un titolo: +9 sul Napoli, +12 sul Milan, e un favore enorme alla Juventus, che scavalca il Como al quarto posto. I lariani scivolano a due lunghezze dai bianconeri, con la Roma che incombe alle spalle, distante appena un punto.

La lotta per la Champions, insomma, si infiamma, mentre quella per lo Scudetto sembra ormai destinata a spegnersi.

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