Il verdetto dello stadio Druso è il più amaro possibile: lo 0-0 contro il Sudtirol decreta la matematica retrocessione del Bari in Serie C. Nel momento più buio per il club pugliese, il tecnico Moreno Longo si è presentato ai microfoni della stampa per metterci la faccia.
L'allenatore ha esordito rivolgendorzi direttamente alla tifoseria per scusarsi del fallimento dell'obiettivo: "C’è da dir poco: chiediamo scusa a tutte le persone che hanno riversato verso di me le aspettative di questa salvezza. A tutte le persone che mi incontravano per strada e mi chiedevano di salvare il Bari. Purtroppo non posso far altro che scusarmi e dire veramente che, personalmente, ce l’ho messa tutta ma non ce l’ho fatta".
La disastrosa stagione del Bari
Longo ha poi voluto chiarire la sua posizione sul piano delle colpe, prendendosi la sua parte ma tracciando una linea netta con il passato: "Io sono qua a prendermele, le responsabilità. Nessuno è esente dalle responsabilità. Io però separo i 7 mesi precedenti ai miei 4 mesi. A detta di tutti eravamo morti prima di cominciare. Abbiamo ereditato una squadra piena di problematiche, l’abbiamo resa dignitosa. I dati oggi si buttano via. In questi 4 mesi la squadra ha dato tutto".
Infine, l'allenatore piemontese ha difeso con fermezza le decisioni tattiche prese sul terreno di gioco, spiegando che "rifarei tutte le scelte, anche quelle di oggi. La squadra ha attinto a tutto quello che poteva avere. Bari non merita questo, ma non si può dire che questa squadra non abbia dato tutto". Ha poi concluso allargando il discorso alle difficoltà di gestione e di mercato incontrate durante l'anno, non nascondendo un grosso rimpianto temporale: "Io, quando parlo di numeri, parlo della situazione che si è creata. Io posso dire di 3-4 calciatori che non sono voluti venire. Si è fatto il massimo, ma non è bastato. Ho il rammarico, e lo dico con un pizzico di presunzione, di non essere arrivato prima".