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Atalanta, il KO col Bologna è indolore: la Dea festeggia l'aritmetica qualificazione in Conference

Alla New Balance arena di Bergamo si accendono le luci per un match che significa una sola cosa per entrambe le squadre. All’Atalanta basta un solo punto per blindare la matematica qualificazione alla prossima Conference League, mentre il Bologna, staccato di sei lunghezze a quota 52 punti, è obbligato a vincere con almeno due gol di scarto per mantenere vive le ultime speranze europee. 

L'avvio di gara vede una Dea molto aggressiva, con i rossoblù costretti a difendersi bassi prima di alzare il baricentro grazie alla spinta di Miranda a sinistra e a due corner consecutivi. I ritmi restano comunque compassati e le due difese reggono bene: al 12' Heggem si supera in tuffo anticipando Krstovic su un cross pericoloso di Zalewski, mentre sul ribaltamento di fronte i tentativi di Castro e compagni faticano a impensierire la mediana nerazzurra, ben schermata da De Roon ed Ederson.

La prima vera scossa del match arriva però al 32' ed è di marca bolognese: Bernardeschi si accentra da sinistra e fa partire un gran tiro a incrociare dal limite dell'area che esce di pochissimo a Carnesecchi battuto.

È la fiammata che accende i rossoblù, capaci di schiacciare l'Atalanta nel finale di frazione. Al 41' serve infatti una parata super di Carnesecchi: Ahanor perde palla, Bernardeschi imbuca per Rowe che controlla, punta la porta e calcia a botta sicura, trovando il grande riflesso dell'estremo difensore della Dea.

In pieno recupero, al 46', il copione si ripete: palla in mezzo, splendida girata spalle alla porta di Castro e altra risposta eccellente di Carnesecchi, che blinda lo 0-0 e salva i nerazzurri prima del duplice fischio, confermandosi il protagonista assoluto dei primi 45'.

Vince il Bologna, ma l'Atalanta è in Conference

Secondo tempo che non vede novità in campo da parte delle due formazioni, sia in quanto a cambi che in quanto ad intensità. 

L'Atalanta prova subito a riversarsi in avanti, ma il Bologna resta compatto e pericoloso, confermandosi pericolosissimo ogni volta che riesce a riconquistare il pallone e a distendersi in ripartenza.

Ed è proprio in ripartenza che Carnesecchi deve rispondere nuovamente pronto su Rowe, recuperando palla e rischiando anche di concedere un calcio di rigore agli avversari.

Per il resto, il ritmo dei primi 65' resta blando, senza nessun tiro in porta e con le squadre che faticano a rendersi pericolose.

L'Atalanta prova allora a scuotere il match con tre cambi: dentro Kamaldeen Sulemana, Musah e Pasalic, fuori tra gli applausi De Roon, Zalewski e Raspadori. Subito dopo, ne fa tre anche Italiano: dentro Dallinga per Castro, Orsolini per Bernardeschi e Moro per l'ammonito Pobega.

A sbloccare il match ci pensa poi il solito Riccardo Orsolini: splendida palla di Rowe e inserimento perfetto del numero 7, che trafigge Carnesecchi e porta in vantaggio i rossoblù. Una rete storica per l'esterno, che centra così la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva in Serie A ed eguaglia un record che apparteneva a Marco Di Vaio.

Il forcing finale dell'Atalanta si rivela sterile e confusionario, tanto che la squadra di Palladino chiude il match con un solo tiro in porta, che arriva proprio al 94' con Krstovic. 

Al triplice fischio, però, il tabellino premia solo l'orgoglio del Bologna: lo 0-1 firmato Orsolini non basta infatti ai rossoblù per ribaltare la differenza reti negli scontri diretti. Nonostante una prestazione decisamente opaca e una sconfitta casalinga, l'Atalanta può così far partire la festa alla New Balance Arena, blindando l'aritmetica qualificazione alla prossima Conference League con una giornata d'anticipo.

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