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Napoli, McTominay si racconta: "Qui mi sento a casa, Conte ha cambiato il mio calcio"

Scott McTominay ha aperto il suo cuore ai microfoni del Champions Journal, svelando quanto il trasferimento a Napoli abbia inciso non solo sulla sua vita privata, ma anche sulla sua maturazione tattica.

"Qui percepisco una fiducia che non avevo mai provato prima, mi fanno sentire speciale", confessa lo scozzese, colpito dal calore dei tifosi e dal forte senso di appartenenza che si respira nel club.

Il legame con Conte e la metamorfosi tattica

Il cuore dell'intervista è il rapporto con Antonio Conte: "Il mister è fondamentale. Spinge sempre al massimo, cercando di aiutarci a crescere in ogni singolo dettaglio". Sotto la guida del tecnico leccese, il ruolo di McTominay è evoluto: "All'inizio giocavo molto avanzato, quasi da seconda punta accanto a Lukaku per sfruttare gli inserimenti. Nelle ultime settimane, però, ho arretrato il raggio d'azione per affiancare Lobotka".

Un cambiamento che l'ha spinto a dare sempre di più:  una nuova sfida: devo costruire il gioco e gestire la manovra, ma mi piace essere un centrocampista completo, capace di fare un po' di tutto".

Il legame con lo spogliatoio

McTominay ha trovato subito un'intesa speciale con i compagni, creando una sorta di piccola colonia internazionale: "Siamo fortunati, viviamo tutti vicini: io, Rasmus Hojlund, Billy Gilmour, Kevin e Lobotka. Se qualcuno ha bisogno di un passaggio per l'allenamento, ci muoviamo insieme. È questo spirito di gruppo a fare la differenza".

E per scoprire la città? Non ha dubbi: "Il mio Cicerone è Pasquale Mazzocchi. Sa tutto di Napoli, gli voglio un bene dell'anima". Non poteva mancare, infine, un omaggio a un'istituzione del club, Tommaso Starace: "È come un nonno per il gruppo. Il suo caffè è fantastico: sono passato dall'americano a tre espressi al giorno, è diventata una dipendenza!".

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