"Per il futuro mi dà fiducia la storia della società, i numerosi tifosi che partecipano alle nostre emozioni: la Juve è un'identità, dobbiamo essere bravi noi a far parte di questa identità e far emozionare quelle anime": così il tecnico della Juventus, Luciano Spalletti, ai canali ufficiali del club dopo la firma sul rinnovo fino al 2028.
"Sono stato poche volte a teatro, ho avuto quella sensazione lì perché è come sentirsi al centro dell'attenzione, tutti ti guardano e ti ascoltano - racconta sulle sensazioni legate alla sua prima panchina all'Allianz Stadium da tecnico bianconero - ed è stata anche emozione: non è solo entrare allo Stadium, è come entrare in una storia".
Sul segreto delle sue squadre: "Si parla di tattica, spazi e velocità, ma nessuno parla di relazione - aggiunge Spalletti alla rubrica dei canali social del club Small Talk - ed è attraverso la relazione che si apre la mente e si trovano idee: senza relazione e amicizia in una squadra, diventa più difficile sviluppare il gioco. E bisogna sempre essere bravi a capire i momenti delle partite, perché sono i colpi a sorpresa a creare scompiglio e a fare la differenza".
"Il momento più forte? L'abbraccio dello Stadium dopo il ko in Champions"
Il tecnico commenta poi il momento più commovente: "Mi ha colpito il momento di grande amarezza quando siamo usciti dalla Champions contro il Galatasaray, vedere lo stadio che ci applaudiva e che voleva stringersi a noi dopo la sconfitta è stato il momento più forte: ci siamo sentiti tutti figli della stessa mamma, è stato bellissimo".
"È stato un rinnovo - continua - dove tutte le componenti hanno partecipato, ci siamo conosciuti e annusati bene in questi mesi e abbiamo potuto scegliere in libertà il nostro futuro, se era apprezzabile questo rapporto di lavoro e tutto ha indicato che questa fosse la soluzione più corretta, andare avanti insieme: le persone si misurano in base alle responsabilità, noi ne abbiamo una importante e qui si vede la voglia di sacrificarsi e lavorare per creare presupposti migliori di tutti gli addetti ai lavori".