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Pacho uomo chiave di Bayern-PSG? Il difensore vuole prendersi la rivincita sull'attacco bavarese

Nel mezzo della frenesia offensiva di questa semifinale d’andata, entrambe le difese hanno sofferto. E sul fronte del PSG, è stato Willian Pacho a sembrare maggiormente in difficoltà. Una sorpresa, visto che l’ecuadoriano è abituato a giocare ad altissimi livelli, soprattutto nelle grandi occasioni.

Intelligenza tattica, reattività, impatto nei duelli, pulizia negli interventi: Pacho è facilmente tra i primi cinque centrali al mondo in questo momento, se non addirittura il migliore. Il difensore che giocava sempre a bocca aperta (tanto da essere soprannominato “Boquiabierta”) e che non comunicava in campo è diventato un punto di riferimento sotto la guida di Luis Enrique. Dopo essere passato senza esitazioni dall’Independiente del Valle al Royal Antwerp e poi dall’Eintracht Francoforte al PSG, Pacho si è trasformato nel partner ideale di Marquinhos, arrivando persino a superare la storica coppia formata dal capitano e Thiago Silva.

Vittima della frenesia offensiva

Quest’anno, l’ecuadoriano ha confermato la sua capacità di difendere in piedi, senza buttarsi e senza commettere falli. Prima della semifinale d’andata contro il Bayern, il suo bilancio era impressionante: 36 partite giocate in tutte le competizioni e solo... 11 falli commessi (6 nelle partite di campionato e 5 in Champions League).

Per questo, vedere il numero 3 nella colonna dei falli commessi fa sorgere delle domande, soprattutto considerando che uno di questi ha portato al rigore.

Da un lato, il ritmo “ping pong” della partita ha amplificato gli errori. L’assenza di pause, la riduzione delle fasi di possesso e quindi l’alto numero di transizioni rapide hanno messo in difficoltà i difensori di entrambe le squadre.

In particolare, il PSG si è trovato di fronte a un tridente offensivo particolarmente destabilizzante, con Harry Kane che ha agito da falso 9 e due esterni pronti ad andare al duello per attirare e creare spazi. Luis Díaz è stato straordinario con 12 duelli vinti su 15, mentre Michael Olise ha superato l’avversario 11 volte su 21. Questo ha reso più vulnerabile l’asse centrale, anche perché Aleksandar Pavlovic ha disputato una partita completa a centrocampo (8 duelli vinti su 12, 6 contrasti riusciti, 95 % di passaggi completati, 2 passaggi chiave).

Pacho raramente è stato così dipendente dalle prestazioni dei compagni. Senza Achraf Hakimi, infortunato, che dovrebbe essere sostituito da Warren Zaïre-Emery dal profilo più difensivo, il PSG potrebbe presentare una struttura più equilibrata e dare maggiore libertà a Nuno Mendes. La gestione di Kane sarà sicuramente un fattore chiave in questa gara di ritorno e sarà proprio Pacho a dover limitare l’influenza dell’inglese, pericoloso nei suoi movimenti e nella lettura del gioco.

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