ADVERTISEMENTS

I ricordi Juve di Pogba: "Conte maniaco della tattica, Pirlo una Rolls Royce"

Paul Pogba torna a raccontarsi e lo fa, una lunga intervista sul canale YouTube di Rio Ferdinand Presents, ripercorrendo alcune tappe decisive della sua carriera, soffermandosi in particolare sugli anni alla Juventus e sugli allenatori che hanno inciso maggiormente sulla sua crescita.

Il centrocampista francese ricorda il primo contatto con Antonio Conte, avvenuto prima della firma con il club bianconero: "La Juve aveva appena vinto il campionato e prima di firmare ho incontrato segretamente Antonio Conte. Il modo in cui mi ha parlato, pazzesco. Mi ha messo a centrocampo con Asamoah, Vidal e Marchisio. Mi ha chiesto: 'Pensi di poter giocare qui?'. Io ho pensato: 'Sì', lui mi ha detto che era tutto. Quando ho firmato mi piaceva il fuoco che mi dava, mi metteva grinta. Ho iniziato ad allenarmi e stavo in panchina e tribuna, il calcio era diverso. Lui mi ha detto che giocavamo contro il Chelsea, dopo quella partita è venuto lì e mi ha chiesto se fossi pronto. Quando sono entrato e ho segnato, il goal contro il Napoli ha cambiato tutto. Lui mi ha fatto giocare di più, all’inizio giocavo da 6, poi mi ha spostato più avanti".

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DI GIORNATA LIVE

Determinante anche il lavoro quotidiano alla Continassa, dove la cura della tattica era maniacale: "Alla Juventus ogni settimana si allenava la tattica così ogni giocatore sapeva esattamente cosa fare. Undici contro zero e lo facevamo quasi tutti i giorni. Mourinho invece ci faceva allenare in maniera opposta, dovevi risparmiarti in allenamento per dare tutto in partita".

La Rolls Royce e il Pallone d'Oro

Tra i compagni che più lo hanno segnato, Pogba indica senza esitazioni Andrea Pirlo e Giorgio Chiellini: "Pirlo è come una Rolls Royce. Puoi solo imparare da uno come lui. Mi sentivo molto a mio agio alla Juventus, quando sbagliavo Pirlo e Chiellini mi dicevano di non preoccuparmi e di stare nella mia zona, ho imparato a stare al mio posto. A fare gli scatti giusti, quindi questo mi ha aiutato a imparare. Loro controllavano la partita, quando hai giocatori così è più semplice. Pirlo commentava degli errori raramente, una volta ha perso due palloni pericolosi e continuava a chiedermi la palla. Mi è piaciuto giocare con Pirlo, Vidal, Marchisio ma anche Matuidi".

Infine, uno sguardo al presente e a uno dei centrocampisti più discussi degli ultimi anni, Bruno Fernandes: "Se metti Bruno Fernandes nel Manchester City finisce tra i primi tre del Pallone d'Oro o addirittura lo vince. Con le sue statistiche e il suo modo di giocare, in un altro top club sarebbe sul podio, punto. Si parla sempre di De Bruyne, Modric o Ozil, ma lui da centrocampista ha segnato anche più di Lampard in una singola stagione. In campo è ovunque. Ha corsa, intelligenza tattica e un ottimo tiro".

Autres nouvelles