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Crisi Italia, l'ex CT Ventura tuona: "Non c'erano i presupposti allora e non ci sono oggi"

"Non è tutta colpa dei CT, è evidente. Gattuso ha le sue responsabilità, ma non è un problema di presidente federale o di allenatore, bensì di cultura, di sistema. Facciamo sempre finta di niente. Dopo il 2006, siamo usciti subito sia nel 2010 che nel 2014. Poi non ci siamo qualificati per tre Mondiali di fila. L'ultimo Europeo è stato bruttissimo. C'è stata solo la parentesi dell'Europeo vinto, la classica eccezione che conferma la regola. Ogni volta ci ritroviamo a parlare, a spiegare". 

"Le criticità sono strutturali, deve intervenire il governo, non solo quello federale. Ognuno ha la propria ricetta. Un conto è dirlo e un conto è poi farlo. Da Italia-Svezia del 2017 non è cambiato nulla". Così l'ex tecnico dell'Italia Gian Piero Ventura commenta la situazione dopo la mancata qualificazione ai Mondiali della nazionale guidata da Rino Gattuso, parlando a Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1.

"Leggevo in questi giorni che Roberto Baggio aveva proposto 900 pagine di idee, lo feci anch'io. Avevo presentato un report, ritenevo che ci fosse la necessità di comportamenti diversi. I palazzi si costruiscono dalle fondamenta, non dall'attico. Un tempo, i giovani giocavano 4-5 ore al giorno, tutti i giorni. Giocavano per strada o negli oratori. Se questi spazi non ci sono più perché la società è cambiata, bisogna crearne di nuovi. Servono centri federali per dare possibilità in tutta Italia di poter sviluppare questa tematica. Nei centri vanno messi allenatori-educatori capaci e pagati, che non hanno l'obiettivo di vincere il torneino, ma di creare e di far crescere. Dopo aver creato e cresciuto, non deve esserci la dispersione: il passaggio dalla primavera alla prima squadra è troppo grande in Italia".

"CT dell'Italia? Di certo non mi riprenderei quell'incarico"

"Noi fummo eliminati da una squadra che poi arrivò quinta al Mondiale - prosegue il ct ricordando la sconfitta con la Svezia nel 2017 - ma subii attacchi personali, bisognava trovare un capro espiatorio. Fu una violenza in alcuni casi anche gratuita, ma ormai fa parte del passato. Di certo non mi riprenderei quell'incarico. Non c'erano i presupposti allora, non ci sono oggi. Chiunque siederà sulla panchina azzurra, incontrerà difficoltà oggettive".

"Un consiglio a Gattuso? È chiaro che sarà dispiaciuto, ti senti responsabile per non aver raggiunto l'obiettivo - afferma Ventura -. L'importante è che sappia di aver fatto il massimo. Deve ripartire col suo lavoro, con la convinzione che quello con la Nazionale è stato un brutto incidente di percorso ma che può accadere nel calcio".

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