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Giampaolo fiero: "Ci voleva spirito di squadra, attaccamento alla maglia e reazione"

Dopo lo 0-2 rifilato al Parma al Tardini, Marco Giampaolo si è presentato ai microfoni di Sky Sport per parlare del match: "Abbiamo provato qualcosa e i giocatori sono stati bravi. La reazione di una squadra che deve per forza fare risultato ti mette nella condizione di fare qualcosa per uscirne. Altrimenti puoi solo abbandonarti e mollare. Siamo stati bravi, anche in poco tempo. Ci voleva spirito di squadra, attaccamento alla maglia e reazione. Queste erano le prime cose che servivano, più delle varianti tattiche".

Poi prosegue: "Mi hanno detto che per Maleh è il primo gol dopo quattro anni, Vandeputte è al primo in Serie A. Sono stato fortunato. Jari aveva già ricoperto la posizione da esterno al Catanzaro, sapeva come fare, gli altri centrocampisti hanno fatto bene e Maleh ha fatto una partita della Madonna. Serviva la reazione emotiva, e c'è stata. Sono stanco e anche molto emozionato, grazie alla squadra. Non era semplice".

Massima da filosofo

Il tecnico abruzzese continua con una massima delle sue: "Diverso? No, sono sempre il solito. Il confine tra vivere e morire, sportivamente parlando, è quello che ti da l'adrenalina per fare bene".

Infine, sul rush finale che riguarda la sua squadra: "Sì, anche per merito dei calciatori. Io non c'entro niente, la Cremonese deve lottare per forza, con la concorrenza che è molto organizzata, non è facile vincere le partite".

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