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Flashscore: Bilbao e San Sebastián in dubbio sull'ospitare il Mondiale 2030

Negli ultimi giorni, le istituzioni basche hanno messo in dubbio le sedi di Bilbao e San Sebastián per il Mondiale 2030 che si terrà in Spagna, Portogallo e Marocco.

Un cambio di rotta piuttosto inspiegabile, dopo che entrambe le città avevano espresso il desiderio di ospitare il Campionato del Mondo nel 2022 e dopo che l’11 dicembre 2024 la FIFA le aveva incluse tra le 11 sedi nazionali preselezionate.

La deputata generale di Vizcaya, Elixabete Etxanobe, ha dichiarato quanto segue in un’intervista a Euskadi Irratia: “Dobbiamo riflettere a fondo sull’opportunità di ospitare il torneo. Non è stata ancora presa una decisione e stiamo analizzando la situazione”. E ha aggiunto: “Ci sono persone che non vogliono questo tipo di eventi e questa è la realtà”.

In precedenza, il sindaco di San Sebastián, Jon Insausti, si era espresso in termini simili. “Quando analizziamo se San Sebastián possa essere sede del Mondiale, la prima cosa da fare è un dibattito tranquillo e sereno; non si tratta solo di dire sì o no”.

Il lehendakari Imanol Pradales ha inoltre menzionato recentemente “nuove richieste della FIFA rispetto a quelle conosciute fino ad ora”, cosa che però viene smentita dall’organizzazione.

Secondo quanto appreso da Flashscore, queste dichiarazioni hanno sorpreso molto la RFEF, che non comprenderebbe un’eventuale rinuncia alle sedi di San Mamés e Anoeta, soprattutto dopo che entrambe avevano superato l’esame della FIFA lo scorso marzo.

Dalla federazione assicurano che, al di là della necessità di installare un sistema di ventilazione sotterraneo in entrambi gli stadi, tutto è in regola e non ci sono motivi per rinunciare al Mondiale 2030.

Va ricordato che San Mamés ha una capienza di 53.000 spettatori e vanta già esperienza nell’organizzazione di grandi eventi come la finale della Heineken Champions Cup di rugby (2018), la finale della Champions League femminile di calcio (2024) e quella della Europa League (2025).

Da parte sua, Anoeta, che attualmente dispone di 40.247 posti a sedere, effettuerà prossimamente un piccolo ampliamento di 2.000 posti per soddisfare tutti i requisiti. 

Questa situazione contrasta nettamente con le rinunce di Malaga e La Coruña a essere sedi del Mondiale 2030. Sia La Rosaleda che Riazor necessitavano di ristrutturazioni complete per, tra gli altri requisiti, superare i 40.000 spettatori (il colosseo malaguista ha 30.044 posti e quello del Deportivo 32.490).

Il precedente del 2021

Se alla fine Bilbao dovesse rinunciare a essere sede del Mondiale 2030, sarebbe la seconda grande occasione che la capitale vizcaína lascia sfuggire, in un decennio, per ospitare un grande campionato internazionale per nazionali e promuoversi a livello mondiale.

Nella rassegna europea multisede del 2020, che si è poi disputata nel 2021 a causa della pandemia, San Mamés avrebbe dovuto ospitare le tre partite della Spagna nella fase a gironi (cosa che non era gradita a buona parte dei nazionalisti) e anche una gara degli ottavi.

Tuttavia, il governo basco impose criteri sanitari (40 casi ogni 100.000 abitanti) molto più restrittivi rispetto a quelli poi applicati in altre città ospitanti come Londra, Monaco di Baviera o Budapest.

La scarsa flessibilità in materia portò la UEFA a trasferire a Siviglia la sede spagnola e La Cartuja ospitò quattro partite della Euro 2020, dopo che il governo andaluso garantì una capienza massima del 30%.

Anche se non c’è ancora nulla di deciso in vista del Mondiale 2030, inizialmente non era previsto che Bilbao fosse la sede delle partite della Spagna. Siviglia, Madrid o persino Valencia, se dovesse essere inclusa, sono considerate le favorite per ospitare la nazionale.

Dispositivo di sicurezza

Come riconosce la deputata generale di Vizcaya, ci sono persone, appartenenti a diversi settori del nazionalismo, che non vogliono che il Paese Basco ospiti il Mondiale.

Oltre che per altri motivi, in questi ambienti non sarebbero molto soddisfatti del dispositivo di sicurezza. Quest’ultimo sarebbe affidato all’Ertzaintza trattandosi di una competenza autonoma. Tuttavia, trattandosi di un evento di grande portata e di carattere internazionale, è probabile che richieda la collaborazione della Guardia Civil e della Polizia Nazionale.

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