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Il trionfo di Farioli, l'unico italiano vincente nelle panchine di club in questa stagione

Per la prima volta con una maglia del Porto addosso. E per la prima volta in portoghese, dopo un anno usando praticamente sempre l'inglese, la lingua franca. Francesco Farioli ha urlato la sua gioia da campione di Portogallo dicendo: "Siamo tornati a essere una grande squadra, come diceva Jorge Costa, questo titolo è nostro e l'abbiamo vinto tutti insieme". 

Emozionato ed entusiasta, l'allenatore italiano originario di Barga ha usato le parole dell'idolo del club lusitano, morto nell'agosto 2025, per ampliare ancora di più la sua enorme aura al Dragao. La vittoria in casa contro l'Alverca sabato scorso ha infatti aperto alla celebrazione di un titolo storico principalmente per lui, la grande scommessa di André Villas-Boas.

Dominio

27 vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta adornano il bilancio dei Dragoes, capaci di segnare 64 reti e di subirne solo 15. E per giunta senza disporre di un goleador dirompente, come nel caso di Pavlidis per il Benfica e di Suarez per lo Sporting, rispettivamente secondo e primo marcatore con 21 e 25 reti. Lo spagnolo Samu, autore di 13 gol, è infatti l'unico portista inserito nella top 10 dei realizzatori, dove occupa l'ottavo posto.

Quello degli uomini di Farioli è stato comunque un dominio durante tutto l'arco della stagione, con il primo posto occupato dalla quarta giornata in poi, partendo proprio dal trionfo per 2-1 al José Alvalade contro una rivale diretta. Chiamato a scuotere un ambiente depresso dopo anni di insuccessi e di scelte sbagliate alla guida della squadra, il 37enne toscano è stato capace di svoltare anche a livello personale dopo la psicodramma della stagione scorsa con l'Ajax, quando dilapidò un vantaggio di nove punti a favore del Psv Eindhoven.

Italiano al top

Formatosi come allenatore già in giovanissima età dopo aver giocato come portiere nei dilettanti, Farioli ha sempre mostrato una panoramica ampia, oltre che un'enorme libertà di pensiero. Il suo cursus honorum da tecnico dei portieri con Roberto De Zerbi gli è servito da trampolino per farsi conoscere in Turchia e poi essere reclutato dal Nizza. Dal 2021 ha cambiato squadra ogni anno per avere sempre nuovi stimoli, e dopo la drammatica ma affascinante passerella olandese è arrivato maturo al Dragao per plasmare la sua opera più importante.

Amante del rischio nell'uscita dal basso, ma anche capace di far difendere i suoi con delle marcature preventive dello spazio ben assorbite, al Porto ha vissuto la prima stagione di gloria. Che potrebbe essere solo l'inizio di un ciclo vincente in una realtà storica del calcio europeo, con la quale giocherà in Champions l'anno prossimo.

Nella stagione 2025-25, Farioli sarà inoltre con ogni probabilità l'unico italiano a trionfare a livello di club. In Italia, infatti, ha vinto Cristian Chivu, mentre gli altri tecnici tricolore all'estero sono Simone Inzaghi e Cristiano Bergodi, entrambi secondi in Arabia e Romania. Il suo mentore De Zerbi è arrivato da poco al Tottenham, dove lotta per la salvezza, ma era stato precedentemente esonerato dal Marsiglia, così come accaduto con Enzo Maresca al Chelsea.

Stimato in patria per il suo stile di gioco misto e la sua intelligenza, potrebbe però anche non tornare in Italia a stretto giro. La sua voglia di sperimentare risulterebbe poco compatibile con le esigenze di vittoria immediata che una grande squadra richiede in Serie A. E alcune piazze sono spesso note per la loro impazienza. La suggestione di lui come commissario tecnico ricorderebbe quella di Julian Nagelsmann con la Germania. Fantacalcio? Per ora senza dubbio. Poi, chissà che Villas-Boas non voglia fare di lui il Ferguson del Porto...

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