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Calcagno dopo le dimissioni di Gravina: “Studiamo norme per imporre che ci siano italiani in campo"

"Gravina anche oggi ha la fiducia e stima delle componenti, poi ci rendiamo conto delle difficoltà e di doverci rimboccare le maniche": così il presidente dell'Aic, Umberto Calcagno, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina.

"La speranza è che oggi si parli di tante cose e temi a cui noi teniamo da tempo - ha aggiunto -. La federazione non ha strumenti giuridici per imporre che ci siano italiani in campo, quindi speriamo con la politica si possano studiare norme a riguardo. Ma sia chiaro la nostra non è una guerra allo straniero".

Calcagno ha poi precisato che non si è parlato del futuro di Gattuso come ct o del successore di Gravina: "La delusione deve essere trasformata in positività. Ma oggi non si è parlato di un successore per la presidenza, la figura che verrà individuata dovrà essere un passo indietro rispetto a ciò che bisogna fare. Oggi sono importanti i programmi e metterci d'accordo. Poi scegliamo la persona".

Ulivieri: "Dimissioni di Gravina scelta personale, preso atto con dispiacere"

"Le dimissioni sono state una scelta personale, ne abbiamo preso atto con dispiacere. Ora si tratta di ripartire. È stata una riunione molto triste e molto tranquilla, però molto triste. Triste perché si chiude un percorso, triste anche per i risultati. Ho letto dispiacere nelle facce e nelle dichiarazioni. Anche perché con il tempo era nato un discorso personale. Siamo in difficoltà, ma non da ora, dal 2006. È una difficoltà lunga e quindi vedremo. Non credo che queste difficoltà hanno causato queste dimissioni". Così Renzo Ulivieri, presidente Aiac, all'uscita dal vertice in Figc sulle dimissioni di Gabriele Gravina.

Poi, sulle parole dell'ormai ex presidente FIGC in merito alla differenza tra il calcio professionistico e gli altri sport dilettantistici, Ulivieri sottolinea come quelle di Gravina fossero "dichiarazioni che spiegavano il professionismo e il dilettantismo, ma non erano offensive", conclude.

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