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Festa Monza in una notte di paura: il Catanzaro sfiora una rimonta storica, brianzoli in Serie A

Lo 0-2 dell’andata aveva già spostato pesantemente l’equilibrio della finale playoff, ma a Monza nessuno si era concesso il lusso di sentirsi arrivato. Troppo importante la posta in palio, troppo crudele il calcio per lasciarsi andare all’euforia prima del tempo. Eppure bastava uno sguardo alle tribune dell’U-Power Stadium, vestite quasi interamente di biancorosso e traboccanti di entusiasmo, per capire che la Serie A era ormai a un passo, quasi da toccare.

La squadra di Paolo Bianco arrivava al ritorno con il peso specifico di un vantaggio costruito con lucidità e maturità al Ceravolo. Due reti di margine, più la miglior posizione in classifica: un doppio paracadute che consentiva ai brianzoli di affrontare la serata con apparente serenità. Dall’altra parte, però, c’era un Catanzaro senza più calcoli da fare, obbligato a rincorrere e proprio per questo ancora più pericoloso. Alberto Aquilani lo aveva chiesto alla vigilia: servivano coraggio, personalità e una partita quasi perfetta.

Felipe Jack riapre tutto

Per lunghi tratti del match, i giallorossi hanno dato la sensazione di poter davvero riaprire tutto. L’avvio è stato teso, sporco, inevitabilmente condizionato dalla pressione di una gara che valeva una stagione intera. Il Monza ha provato subito a prendere il controllo del possesso e dei ritmi, cercando di affidarsi alla mobilità di Cutrone e alle giocate tra le linee, ma le prime conclusioni brianzole si sono spente senza lasciare traccia dalle parti di Pigliacelli. Il Catanzaro, invece, ha avuto il merito di non aspettare gli eventi. Con il passare dei minuti le Aquile hanno iniziato a prendere campo, ad alzare il baricentro e soprattutto ad aumentare l’intensità emotiva della partita.

Il primo campanello d’allarme per il Monza era arrivato attorno alla mezz’ora, quando Felipe Jack aveva preso il tempo alla difesa brianzola colpendo di testa verso la porta. Un segnale ancora timido, quasi un avvertimento. Poi, al 39’, lo stesso difensore brasiliano ha trasformato quella sensazione in realtà. Inserimento perfetto, stacco imperioso e pallone alle spalle di Thiam: il settore ospiti esplode, l’U-Power Stadium si ammutolisce per un istante e la finale torna improvvisamente viva.

Era il gol che il Catanzaro cercava con ostinazione e che la partita, per atteggiamento e intensità, sembrava quasi promettere. I giallorossi hanno continuato a spingere trascinati dall’entusiasmo e dalla consapevolezza di aver incrinato almeno per un momento le certezze del Monza. Felipe Jack, dominante nel gioco aereo, ha continuato a creare problemi alla retroguardia brianzola e poco dopo è andato ancora vicino al raddoppio con l’ennesima incornata della sua serata, questa volta controllata da Thiam.

Ma proprio il portiere biancorosso, nel momento più delicato della partita, ha avuto il merito di tenere in piedi i suoi. Prima del secondo tentativo di Felipe Jack, infatti, Thiam era stato protagonista di una parata straordinaria sul sinistro ravvicinato di Liberali, un intervento di puro riflesso che ha impedito al Catanzaro di trovare quella rete che avrebbe cambiato completamente l’inerzia della finale.

Così il primo tempo si è chiuso tra due stati d’animo opposti. Da una parte il Catanzaro, applaudito dai propri tifosi dopo quarantacinque minuti giocati con feroce determinazione e senza alcun timore reverenziale. Dall’altra il Monza, rientrato negli spogliatoi con più tensione del previsto e con la necessità di ritrovare ordine, lucidità e controllo. La Serie A restava ancora nelle mani dei brianzoli, ma per la prima volta dall’inizio della doppia sfida il vento della partita aveva cambiato direzione.

Catanzaro a centimetri dall'impresa

E la sensazione che l’inerzia fosse ormai tutta dalla parte giallorossa si è rafforzata immediatamente a inizio ripresa. Al 55’, infatti, il Catanzaro ha avuto tra i piedi l’occasione gigantesca per riaprire completamente la finale. Pittarello ha difeso il pallone con intelligenza e forza fisica, lavorandolo spalle alla porta prima di servire con un cross rasoterra Iemmello, dimenticato dalla difesa brianzola al centro dell’area. Sembrava il momento perfetto per il colpo che avrebbe fatto tremare davvero il Monza. Invece il capitano giallorosso, forse tradito dalla troppa libertà o dalla tensione del momento, ha concluso in maniera troppo morbida, facilitando l’intervento di Thiam.

È stata probabilmente quella la sliding door della partita. Perché il Catanzaro era arrivato all’intervallo con l’entusiasmo dalla propria parte e aveva ricominciato il secondo tempo con la convinzione di poter davvero completare la rimonta. Pochi minuti prima, infatti, Pigliacelli aveva tenuto vive le speranze dei suoi con una parata straordinaria sul colpo di testa ravvicinato di Colombo, evitando il gol che avrebbe spento definitivamente la finale.

Scampato il pericolo, gli uomini di Aquilani hanno continuato ad attaccare con coraggio e continuità, trasformando la partita in un assedio sempre più insistente. Il Monza ha iniziato a perdere metri, abbassando inevitabilmente il proprio baricentro sotto la pressione emotiva e tecnica degli ospiti. Liberali, tra i più brillanti in campo, ha sfiorato ancora la rete con un sinistro centrale che ha costretto Thiam all’ennesimo intervento della sua serata. Poi è toccato di nuovo a Iemmello avere sul destro la possibilità di cambiare tutto: una conclusione quasi a colpo sicuro, ma ancora imprecisa, che ha lasciato il Catanzaro a un solo gol dal sogno impresa.

Più passavano i minuti e più il Monza sembrava giocare con il peso della paura sulle spalle. I brianzoli, impeccabili e solidi nella gara d’andata, hanno iniziato a perdere lucidità, schiacciati dall’intensità e dalla fame del Catanzaro. Paolo Bianco lo ha percepito immediatamente dalla panchina e al 69’ ha scelto la strada della gestione, inserendo Caso, Lucchesi e Antov nel tentativo di ridare freschezza alla squadra e soprattutto interrompere il ritmo incessante imposto dai giallorossi. 

Un tentativo che però non è bastato a spegnere l’entusiasmo degli ospiti. Il Catanzaro continuava a spingere con feroce convinzione, giocando ormai sulle onde dell’adrenalina e della consapevolezza di poter davvero ribaltare una finale che sembrava compromessa. E al 79’ la partita si è incendiata definitivamente. Cross perfetto di Favasuli dalla destra e girata da centravanti puro del neoentrato Frosinini, bravo a trovare il tempo giusto in area e a battere Thiam per il gol dello 0-2.

Per un attimo l’U-Power Stadium si è fermato. Il settore ospiti è esploso di entusiasmo, mentre il Catanzaro si è riversato in avanti trascinato dall’inerzia emotiva di una rimonta che ormai sembrava a portata di mano. Mancava un solo gol per completare l’impresa e trasformare una finale apparentemente chiusa in una delle pagine più incredibili della storia recente dei playoff.

Il Monza, improvvisamente fragile e nervoso, ha smesso di giocare e ha iniziato soltanto a resistere. Gli ultimi minuti sono stati un assalto continuo, quasi disperato, da parte dei giallorossi, che hanno cercato in ogni modo il colpo definitivo. I brianzoli hanno vacillato, sofferto e tremato fino all’ultimo pallone, ma sono riusciti a evitare il tracollo difendendo con fatica il vantaggio costruito all’andata.

Il triplice fischio, alla fine, ha liberato soprattutto tensione. Il Monza torna in Serie A dopo una serata molto più complicata del previsto, aggrappandosi al tesoro conquistato al Ceravolo e sopravvivendo a una prestazione opaca e piena di sofferenza. Il Catanzaro esce invece tra gli applausi, sconfitto nel risultato complessivo ma capace di sfiorare un’impresa che, per lunghi tratti della ripresa, era sembrata incredibilmente reale.

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