Con Maurizio Sarri in tribuna, causa squalifica, la Lazio ha affrontato l'Inter che è scesa in campo più determinata. La possibilità di vincere la decima Coppa Italia ha fatto partire i nerazzurri, che cercavano di allargare il gioco sulle fasce. Marcus Thuram recuperava un pallone su un grave errore in impostazione della Lazio, ma Gila interveniva con tempismo e fermava tutto. I biancocelesti soffrivano soprattutto l’ampiezza della squadra di Chivu, che continuava a spingere con Dumfries e Barella.
Al 14’ arrivava il vantaggio interista: sugli sviluppi di un corner battuto da Dimarco, Thuram sfiorava il pallone e Marusic lo deviava sfortunatamente nella propria porta, senza lasciare scampo a Motta. Dopo il gol, la Lazio continuava ad aspettare e lasciava il possesso ai nerazzurri, che controllavano il ritmo della finale senza affanni.
Raddoppio
I biancocelesti faticavano a reagire e l’Inter manteneva il pallino del gioco, cercando continuamente spazi tra le linee. Al 35’ arrivava anche lo 0-2: Dumfries rubava palla a Nuno Tavares e serviva Lautaro Martinez, che davanti alla porta vuota non sbagliava. La squadra romana sembrava accusare il colpo e soltanto nel finale del primo tempo riusciva a creare la prima vera occasione, con Isaksen che calciava dopo una bella giocata personale, trovando però una deviazione che mandava il pallone in corner.
Nella ripresa la Lazio provava a cambiare qualcosa inserendo Rovella per avere più qualità in regia. Nonostante questo, era ancora l’Inter a rendersi pericolosa per prima con Barella, che calciava alto. I biancocelesti però crescevano lentamente e Isaksen iniziava a trovare più spazio tra le linee. Da una sua iniziativa nasceva infatti la migliore occasione per Noslin, che concludeva di pochissimo a lato con Martinez ormai immobile a guardare.
Controllo
I nerazzurri continuavano comunque a gestire il possesso e si rendevano ancora pericolosi con Thuram e Barella, ma Romagnoli riusciva spesso a chiudere con attenzione. Chivu inseriva energie fresche dalla panchina con Mkhitaryan e Luis Henrique, mentre nella Lazio entravano anche Cancellieri, Lazzari e Dia per aumentare il peso offensivo.
Nel finale la partita diventava più aperta. Luis Henrique, appena entrato, sprecava una grande occasione su assist di Dimarco, mandando fuori da pochi passi. Dall’altra parte Boulaye Dia veniva anticipato da un intervento decisivo di Akanji su un cross dalla sinistra. Poi arrivava anche l’occasione più clamorosa per la Lazio: l’attaccante biancoceleste, lanciato da Lazzari, si ritrovava tutto solo davanti a Martinez ma gli calciava addosso, colpendo addirittura il portiere in faccia e sciupando la chance per riaprire la gara.
Il match sfociava in un finale nel quale, dopo l'ingresso di Pedro, gli animi si infervoravano. Una dura entrata dello spagnolo su Dimarco generava una rissa in seguito alla quale venivano ammoniti entrambi i giocatori, oltre che Zaccagni che era in panchina. Non c'era più molto spazio per altro, con l'Inter che si avviava con grande merito al trionfo, trovando così l'agognata doppietta campionato-coppa per la terza volta.
Prima dei nerazzurri ci era riuscita sei volte la Juventus, mentre Torino, Napoli e Lazio in una sola occasione. Il fine di stagione per la stagione di Chivu è stato eccezionale. E può essere l'inizio di un ciclo importante.