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Il Cagliari vola verso la salvezza trascinato dal giovane Mendy: Atalanta battuta 3-2

La corsa salvezza del Cagliari e le ambizioni europee dell’Atalanta si incrociano in un pomeriggio sardo che prometteva scintille e non ha tradito le aspettative. Alla fine è il Cagliari a vedere il traguardo, trascinato da Paul Mendy, autore di una doppietta strepitosa, e Gennaro Borrelli.

Sedici secondi. Il tempo di battere il calcio d'inizio e ritrovarsi direttamente con la palla in fondo alla rete. Il Cagliari entra in campo come se la partita fosse già decisa e l'Atalanta non sapesse ancora di doverla giocare. Adopo crossa dalla destra, Mendy schiaccia di testa e Carnesecchi, colto impreparato, non può fare nulla. È uno dei gol più veloci della stagione, firmato da un ragazzo alla prima da titolare in assoluto.

L'Atalanta nei primi tredici minuti è irriconoscibile: imprecisa, lenta, incapace di costruire. Il Cagliari domina per intensità e qualità nonostante un possesso palla inferiore, e lascia alla Dea pochissimi spazi per costruire.

L'ottavo minuto porta il raddoppio: corner del Cagliari, Djimsiti devia netto e Mendy si ritrova a spingere in rete per la seconda volta.

Ma l'Atalanta è una squadra che non si arrende, e lo dimostra proprio nel momento peggiore della partita. Al quarantesimo minuto Scamacca risolve una mischia con un pizzico di fortuna e piazza un destro a giro su cui Caprile non può nulla. Al quarantaquattresimo, il ribaltone psicologico è completo: Scalvini vede il corridoio per Scamacca, che non perdona e sigla il decimo gol del suo campionato. All'intervallo, quindi, si va sul risultato di 2-2.

Tre punti per i padroni di casa

La ripresa, però, cambia nuovamente tono. Dopo un primo tempo da favola, Mendy esce per problemi fisici e lascia il posto a Gennaro Borrelli, reduce da una stagione sfortunata e segnata da infortuni. L'attaccante, però, si riprende subito la scena, e al primo tocco segna la rete del 3-2 dopo una grande azione personale di Folorunsho.

L'Atalanta, ancora una volta, diventa lo spettro di se stessa e fatica a trovare gli spazi per bucare la difesa rossoblù, che, nonostante gli errori difensivi, riesce a tenere il vantaggio e ad arginare la Dea.

Le mosse di Palladino, che lancia nella mischia Krstovic, Zalewski e De Roon, non spostano gli equilibri. La partita resta bloccata e priva di emozioni fino all'80', con gli ospiti ancora troppo frenetici e imprecisi nella gestione del pallone. Nel frattempo, l'incubo di Borrelli non finisce: altro infortunio e partita finita, con Pisacane che mette dentro Belotti al suo posto.

Nel finale, però, i nerazzurri tentano un disperato assalto. Prima è Pasalic a inventarsi una semirovesciata spettacolare dopo un'iniziativa personale, sfiorando il pareggio. Poco dopo, l'occasione più nitida: Ederson pennella un pallone d'oro per Krstovic, che colpisce a botta sicura andando a un passo dal 3-3, ma trova sulla sua strada un riflesso prodigioso di Caprile, che con una parata straordinaria blinda il vantaggio dei padroni di casa.

Ed è proprio il portiere del Cagliari, di fatto, a diventare l'eroe della giornata, mettendo nuovamente il sigillo sul risultato con un riflesso prodigioso su un colpo di testa di Scamacca, negando all'attaccante nerazzurro la gioia della tripletta e il punto del pari.

Al triplice fischio esplode l'Unipol Domus: il Cagliari conquista tre punti d'oro, che ormai significano quasi definitivamente la salvezza. Discorso opposto per l'Atalanta, che vede bruscamente frenare le proprie ambizioni europee: il settimo posto brucia, soprattutto di fronte a una Roma che ora scappa a sette lunghezze di distanza.

Per Pisacane è la vittoria del coraggio e dei giovani; per Palladino, un brusco risveglio che complica i piani per il finale di stagione.

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