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Un gol solitario di Hojlund dà a Conte la vittoria e il secondo posto nel suo addio a Napoli

Novantuno partite, un tricolore e una Supercoppa Italiana in bacheca. La storia tra Antonio Conte e il Napoli è ai titoli di coda, ma prima dei saluti c'è un ultimo traguardo da tagliare: blindare il secondo posto in classifica contro l'Udinese di Runjaic, vincitore del premio miglior allenatore del mese di maggio di Serie A. L'approccio alla gara è stato intenso da parte degli azzurri, che in un pomeriggio praticamente estivo sono partiti sulle ali di un Alisson Santos che è stato privato del gol da Okoye.

Il brasiliano lasciava poi il campo a De Bruyne per un problema alla coscia sinistra, e da lì iniziava un'altra partita. Meno veloce ma più tecnica. Perché il belga entrava col piglio giusto e si integrava quasi subito nel gioco azzurro. E dopo una bella risposta di Meret su un tiro dal limite di Karlström, il belga trovava uno splendido pertugio per Hojlund, che a metà del primo tempo trovava il gol del vantaggio con un destro in diagonale dopo essere partito in profondità.

Altro infortunio

La rete del vantaggio aumentava la fiducia tra i partenopei, che continuavano a spingere e si vedevano negare un possibile rigore su uno scatenato Hojlund, che veniva messo giù con un contrasto dubbioso in area friulana da Kabasele. Chi doveva invece accompagnare Alisson in panchina e dal medico era Lobotka, che dopo aver fatto il solito lavoro da metronomo doveva dire stop per un altro problema muscolare, lasciando spazio a Gilmour. 

L'Udinese era sembrata piuttosto timida nei primi 45', eccezion fatta per alcune sportellate di Davis e per delle giocate di un Atta che dopo aver provato a scherzare De Bruyne con un gioco di gambe calciava debole e centrale in seguito a un'imbucata proprio del centravanti inglese. L'inizio della ripresa vedeva gli animi scaldarsi, con Miguel Gutierrez ed Ehizibue che si scambiavano colpi e sguardi torvi sull'out condiviso e Karlstrom che colpiva duro Gilmour beccandosi un giallo.

Grinta friulana

Al 64esimo, dopo la revisione del Var, Kabasele veniva espulso per un fallo violento su Hojlund. Circostanza che sembrava mettere il match in discesa per i padroni di casa, con i tifosi ad accompagnare gli ultimi minuti di un Conte che in panchina non smetteva di incitare i suoi. E, invece, i friulani non ci stavano, e trovavano paradossalmente più voglia e spazi per offendere. E dopo un corner il pallone finiva a Gueye, il cui destro secco veniva ribattuto da Amir Rrahmani quasi sulla linea.

Tra i partenopei invece Hojlund non smetteva di lottare e andava via sul fondo di forza per scaricare all'indietro per McTominay, il cui sinistro di prima era però fuori misura. All'80esimo il Maradona alzava i decibel per salutare Meret e Politano, sostituiti rispettivamente da Contini e Mazzocchi. I ritmi si abbassavano nei minuti finali, con lo stadio ad accompagnare la gestione del pallone dei beniamini locali.

L'ultimo spicchio di gara aveva spazio per una combinazione tra Hojlund e De Bruyne, che potrebbe essere una scommessa per l'anno prossimo, neutralizzata però dalla difesa avversaria. Poi McTominay salutava con una percussione delle sue dalla quale nasceva una punizione in attacco. Ma era l'ultimo spunto di una gara discreta nonostante la scarsa posta in palio, alla fine della quale la curva azzurra esponeva uno striscione di ringraziamento alla squadra e al mister, che sembra ormai pronto a lasciare.

Per lui resta uno Scudetto, una Supercoppa e un secondo posto. Ma anche tanti infortuni e varie notti europee buie e non di certo stellate. Chi gli succederà avrà tuttavia un compito arduo da assumere, nonostante tutto. 

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